Appena una settantina i cantieri nel modenese anche a causa della burocrazia e delle dinamiche finanziare. Il consorzio Assoacquisti per il problema delle materie prime

Nonostante il grande impegno il superbonus stenta a decollare, come evidenziato dal report di ENEA di due settimane fa, in cui si evidenzia come gli interventi siano intorno ai 5.000 in tutto il Paese e circa 3.000 a fine lavori. Il che significa appena una settantina di cantieri in una provincia come quella modenese.

Numeri che da soli spiegano le difficoltà che sta incontrando questa importante misura, che certamente può avere un effetto positivo sull’economia, ma che per una serie di ragioni sta faticando a svilupparsi.

I principali nodi da sciogliere riguardano la scadenza dell’agevolazione, il numero di documenti richiesti e i tempi di ottenimento di questi ultimi, fattori che determinano la difficoltà ad assumersi l’impegno per la filiera, per l’incertezza di poter rispettare i tempi richiesti. Situazione poi complicata dalle difficoltà legate ai finanziamenti degli interventi, soprattutto per quanto riguarda quelli delle imprese medio-piccole del settore, che hanno necessità del supporto

“Siamo – commenta sul primo punto Alessandro Amati, presidente della Rete Qualicasa promossa da Cna Modena – in trepidante attesa della proroga che i fondi del Recovery Fund permetteranno per poter pianificare gli interventi e rispondere alle richieste dei clienti. Ci auspichiamo uno slittamento in avanti delle scadenze, in modo da permettere un completo sviluppo della riqualificazione del patrimonio immobiliare. Ma, oltre e forse anche più degli incentivi, abbiamo bisogno di un quadro normativo chiaro, semplice e stabile nel tempo, fattori indispensabili per la pianificazione. Infine, è necessario che il sistema bancario risponda alle esigenze delle piccole e medie imprese, che rappresentano l’ossatura del settore edile, soprattutto per interventi come quelli legati alle Superbonus”.

A queste difficoltà se ne aggiungono altre, a partire dall’elevato numero di documenti e quindi da una burocrazia complessa, comprensibile da un lato, se si pensa alla dall’importo delle detrazioni legate al provvedimento, ma dall’altra risulta ridondante.  “Rileviamo – continua Amati – difficoltà nell’accesso agli atti dei Comuni per valutare la regolarità edilizia degli immobili, condizione indispensabile per usufruire dell’agevolazione. Su questo aspetto mettere a punto procedure chiare e condivise con i progettisti e magari anche sfruttare la telematica, potrebbe velocizzare i tempi che sono determinanti. Oggi ci si rende conto di quanto indispensabile sia avere un Fascicolo del Fabbricato, che permetterebbe di avere la situazione aggiornata e sotto controllo in tempo reale”.

Infine, ultimo, ma non minore, il problema dell’aumento dei prezzi dei materiali che sta comprimendo i margini per le imprese. Un film già visto in occasione di un’altra importante agevolazione, il Conto Energia. “Stiamo facendo il possibile per gestire la complessità del Superbonus anche dal punto di vista dei costi, considerati i tariffari previsti per questi interventi – chi parla è Paolo Vincenzi, presidente dell’Unione Costruzione di CNA Modena – con il rischio concreto è che alla fine, come spesso accade, saremo noi imprenditori a ritrovarci con una redditività così risicata da non compensare il rischio di impresa. Per ovviare a questo problema stiamo puntando su un Consorzio di acquisti – Assoacquisti – che CNA ha attivato già dal 2003, attraverso il quale dare una risposta all’aumento dei prezzi e all’approvvigionamento delle materie prime, ma chiediamo anche dall’altra parte alle istituzioni di fare qualcosa per contrastare i soliti fenomeni speculativi”.