Il 1° settembre riapriranno a Modena le scuole materne, il 14 settembre quelle dell’obbligo e le scuole superiori.

E l’Università?

Dipende: Parma e Bologna inizieranno l’anno accademico 2020-2021 con modalità mista in presenza ed online, a seconda delle preferenze o delle facoltà. Sotto le due torri gli studenti, tramite una app, dovranno comunicare ogni due settimane le modalità di frequenza. A Parma la riorganizzazione delle attività è affidata ai singoli dipartimenti. Anche nella vicina Padova, con le opportune avvertenze, l’attività didattica ricomincerà anche “fisicamente”.

E UniMoRe? Non pervenuta, e come lei – per onore di cronaca – Ferrara.

A Modena e Reggio Emilia lezioni, esame, lauree, tutto continuerà solo online.

Una scelta che penalizza l’Ateneo e tutta la comunità. Soprattutto, una scelta – quella di non riprendere le lezioni in presenza – che stride con il bisogno e la volontà di andare verso una convivenza con il Covid-19.

Non sappiamo se questa decisione del Senato Accademico configuri una situazione emergenziale, al momento superata dai fatti, o la difficoltà di affrontare problematiche sicuramente delicate, ma superabili, come testimoniano le riaperture delle altre università in regione. Di certo va sottolineato che l’Università non è solo del Senato Accademico, che per ruolo deve avare la capacità di assumere anche decisioni impegnative

commenta Alberto Papotti, segretario della CNA di Modena.

Occorre – sottolinea Papotti – avere ben presente come l’attività dell’Università impatti su tutta la comunità da punto di vista economico, sociale e culturale. E Modena non può permettersi di avere un Ateneo solo virtuale, soprattutto nel momento in cui le altre istituzioni universitarie riaprono. Non tenere conto di queste relazioni significa fare un danno a Modena a Reggio ma innanzitutto allo stesso Ateneo. Speriamo si riveli un timore infondato, ma non ci stupiremmo se i dati delle immatricolazioni 2020-2021 subissero una battuta di arresto rispetto a quelle delle altre Università.

Oggi – continua la nota di CNA – esistono modalità organizzative e tecnologie che consentono una ripresa delle attività in sicurezza. Rinunciare a questa possibilità significa abdicare al proprio ruolo all’interno della comunità, un ruolo che Unimore deve ricominciare a svolgere sino in fondo. Per il bene di tutti.