All’incontro sul settore moda, tenuto al dicastero delle Imprese e del Made in Italy alla presenza del ministro Adolfo Urso, per CNA Federmoda hanno partecipato la neo-presidente nazionale, Doriana Marini, e il responsabile nazionale, Antonio Franceschini.
Al centro dell’incontro le misure da mettere in campo a salvaguardia del settore, un settore chiamato ad affrontare sfide complesse che richiedono interventi articolati.
“Data la complessità della situazione, diversi sono i temi su cui indirizzare le linee di azione per il settore – ha evidenziato Marini – così come presentato all’atto della mia elezione: legalità e sicurezza, tutela della filiera, nuovi mercati, formazione, credito, sostenibilità, innovazione, digitalizzazione, welfare per le Pmi e impegno verso i giovani sono alcuni dei temi imprescindibili sui quali focalizzarci”.
“Da qualche tempo stanno emergendo situazioni legate a fenomeni di illegalità che rischiano di minare la credibilità del Made in Italy – ha sottolineato Marini – noi siamo da sempre in prima linea per la trasparenza dei processi produttivi lungo l’intera filiera e lo ribadiamo. Su questo fronte deve trovare spazio con l’azione legislativa un ‘patto di filiera’ tra tutti i rappresentanti del mondo imprenditoriale che veda partecipi brand, fornitori e conto terzi in un’ottica di tracciabilità e sostenibilità economica che possa garantire il giusto valore a ogni anello della catena di fornitura”.
“Crediamo anche – ha precisato Marini – che debba essere riconsiderata l’applicazione della Legge sulla subfornitura che già contiene interessanti profili di responsabilità. Il disegno di legge che ci è stato illustrato dal ministro Urso dovrebbe certificare la legalità e la sostenibilità delle aziende terziste, ci auguriamo che possa contestualmente responsabilizzare anche i brand lungo la catena di fornitura. Noi condanniamo il fenomeno dell’illegalità, le ultime inchieste stanno mettendo a dura prova il Made in Italy con gravi ripercussioni per tutta la filiera ed è giusto che tutta la filiera si responsabilizzi”.
“Indubbiamente si rende necessario un piano di politiche industriali che possa affrontare problemi che sono da considerarsi strutturali – ha rilevato Franceschini – Come CNA Federmoda già a inizio 2024 segnalammo come dalle nostre indagini e dal nostro costante monitoraggio sul territorio emergeva un quadro di difficoltà che non sarebbero state di breve durata e per questo si rendevano necessarie misure sia per il breve che medio periodo”.
Anche le misure preannunciate dal ministro in tema di contrasto all’ultra fast fashion trovano l’apprezzamento andando nella direzione delle evoluzioni normative in corso dando immediata attuazione a parte della direttiva europea che sottopone al regime di responsabilità estesa del produttore e verso una valorizzazione delle produzioni di qualità.


