Il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali ha emanato l’atteso Decreto avente per oggetto l’adozione delle “Linee guida in materia di raccolta fondi degli Enti del Terzo settore”. Le linee guida, ai sensi dell’art. 7, comma 2, del Codice del Terzo settore (D.lgs. 3 luglio 2017, n. 117), sono rivolte a tutti gli Enti del Terzo Settore, indipendentemente dalla loro forma giuridica, dimensione, missione, attività e classificazione e intendono conformare l’attività di raccolta fondi ai principi di verità, trasparenza e correttezza. Inoltre, al fine di agevolare gli Enti del Terzo Settore nell’assolvimento degli obblighi di rendicontazione delle raccolte fondi, è stato allegato alle linee guida, un modello di rendiconto.

La norma prevede che gli ETS possano realizzare attività di raccolta fondi, oltre che in modo occasionale, anche in forma organizzata e continuativa, mediante sollecitazione al pubblico o attraverso la cessione o erogazione di beni o servizi di modico valore, impiegando risorse proprie e di terzi, inclusi volontari e dipendenti.

Lo scopo della raccolta DOVRÀ essere ben individuato.

La modalità di raccolta potrà essere sia privata (indirizzata al singolo potenziale donatore) sia pubblica e, in caso di sollecitazione rivolta al pubblico, gli ETS dovranno attenersi al rispetto dei principi esplicitati nelle Linee guida.

In riferimento alle tecniche della raccolta fondi, le Linee Guida indicano genericamente le forme mediante cui procedere alla raccolta fondi, in particolare:

  • Direct mail: qualsiasi documento di comunicazione diffuso via posta, o materiali quali dépliant, brochure, volantini, ecc.;
  • Telemarketing: attraverso l’uso del telefono, ricevendo chiamate o effettuando chiamate;
  • Face-to-face: attraverso il contatto diretto tra un operatore e il potenziale donatore;
  • Direct response television: pubblicità televisiva che promuove la raccolta attraverso un conto corrente o simili;
  • Eventi, anche di piazza: organizzazione di eventi sportivi, ricreativi, culturali o di altro genere, anche svolti in piazze;
  • Merchandising: attraverso la cessione di beni di modico valore (gadget, o altri prodotti alimentari) con la il marchio dell’E.TS., apposto sul bene o a seconda del contesto;
  • Salvadanai: contenitori lasciati in luoghi specificatamente individuati (cassa del supermercato, bar, ecc) dove non è prevista la presenza di un operatore; tale tipologia prevede una specifica organizzazione per garantire la veridicità e trasparenza;
  • Tramite imprese for profit: raccolta di denaro o tempo/lavoro, attraverso aziende profit, che possono effettuare le raccolte di fondi dai propri dipendenti o attraverso la donazione di tempo da parte dei lavoratori stessi; oppure le imprese possono organizzare eventi di raccolta verso i propri clienti;
  • Attività di sostegno a distanza: realizzazioni di progetti di sostegno a progetti di cooperazione nazionale o internazionale, che abbiano come destinatari persone o comunità svantaggiate;
  • Lasciti testamentari: richiesta da parte dell’E.T.S. di essere destinatario di lasciti testamentari per specifiche cause o progetti, promuovendosi attraverso qualsiasi mezzo di comunicazione;
  • Donazioni online: si tratta di raccolte fondi, cosiddetti crowdfunding o personal fundraising, effettuate attraverso il sito web dell’E.T. S o attraverso altre piattaforme.

Un aspetto importante contenuto nelle linee guida, è il principio per cui le spese sostenute per la raccolta fondi, debbano essere “CONGRUAMENTE” inferiori ai fondi raccolti (cioè non si possono fare raccolte fondi a pareggio o in perdita!).

Va infine segnalato, che il Codice del Terzo Settore prevede per gli ETS che ricorrono all’attività di raccolta fondi, precisi obblighi di rendicontazione, diretti a tutelare la fede pubblica, garantire trasparenza delle attività e a consentire agli organi competenti, la vigilanza.

Al fine di agevolare gli Enti del Terzo Settore nell’assolvimento degli obblighi di rendicontazione delle raccolte fondi, alle linee guida è stato allegato un modello di rendiconto e di relazione illustrativa; tali rendiconti specifici per ogni raccolta, dovranno essere depositati nel RUNTS entro il 30 giugno di ogni anno, insieme al rendiconto riclassificato.

Allegato rendiconto

N.B. le Linee guida NON affrontano il profilo fiscale della raccolta fondi, e “demandano questi aspetti di carattere tributario, a specifici documenti di prassi, circolari o atti di indirizzo da parte dell’amministrazione finanziaria”.

 

E.T.S. ENTI NON COMMERCIALI

Come già previsto l’art. 143, comma 3, lett. a) del TUIR e all’art. 79 comma 4 lett. a) del Codice del Terzo Settore, NON concorrono alla formazione del reddito degli enti non commerciali, i fondi raccolti a seguito di raccolte pubbliche effettuate occasionalmente, anche mediante offerte di beni di modico valore o di servizi ai sovventori, in concomitanza di celebrazioni, ricorrenze o campagne di sensibilizzazioni; tali attività sono inoltre ESCLUSE dall’IVA ed esenti da ogni altro tributo (vedi ISI – Imposta Sugli Intrattenimenti).