E’ durata appena sei mesi la “ripresina” delle imprese modenesi del settore manifatturiero sino a 50 dipendenti. Nel secondo trimestre del 2014, infatti, le pmi di casa nostra hanno marcato un -1,1% rispetto allo stesso periodo del 2013, confermando la precarietà della situazione economica anche in un territorio dinamico come il nostro, caratterizzato da un export che rappresenta il vero punto di forza dell’economia locale.

Ed è proprio il calo della quota di esportazioni (26,5% del fatturato nel primo trimestre, 21,8% nel secondo) che evidenzia il momento di difficoltà delle piccole imprese, che difendono il fatturato (in aumento dell’1,5% rispetto all’anno prima), ed addirittura incrementano l’occupazione (+1%). Il futuro? Contrastante, tra ordini interni attesi in calo (-1,4%) ed ordini esteri in crescita (+6%), dati che fanno attendere un terzo trimestre sostanzialmente stabile.

AI LIVELLI DEL 2009
Sicuramente è presto per definire la traiettoria annuale, ma se anche questa crescita dovesse mantenersi anche per i prossimi nove mesi, la produzione delle pmi modenesi rimarrebbe ben al di sotto dei massimi raggiunti in passato e poco superiore a quella del 2013.

I SETTORI
Una situazione in chiaroscuro, quella offerta dall’analisi settoriale, dove i segni più (quello dell’alimentare e delle macchine elettroniche, contrastano i con i meno del settore tessile e, soprattutto, quello della meccanica, che denuncia la tendenza più preoccupante in ambito produttivo.

In allegato il dettaglio degli andamenti settoriali (ciascun valore fa riferimento alla variazione rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente).

LE CONSIDERAZIONI DI CNA: INDISPENSABILE UN’AZIONE DI SOSTEGNO ALL’ECONOMIA
“Sono state subito frustrate le attese di ripresa che hanno fatto seguito ai positivi rilievi del primo trimestre – commenta Umberto Venturi, presidente di CNA Modena – a testimonianza della precarietà di una congiuntura economica davvero incerta. Un’incertezza che non gioca certo a favore degli investimenti”.

“Occorre – continua il massimo rappresentante di CNA Modena – un intervento di sostegno immediato all’economia, a cominciare da massicci investimenti pubblici, ed un sostegno a quelli privati, per rilanciare la domanda aggregata. Le piccole imprese rischiano di soccombere per la riduzione della domanda interna, per la soffocante pressione fiscale, per i mancati o ritardati pagamenti pubblici e privati, per l’estrema difficoltà a ottenere credito. Non è più rinviabile un cambio radicale delle politiche economiche europee e italiane per ridare fiducia e favorire una inversione di tendenza nell’economia”.

La strada c’è, ad esempio attarverso la legge di stabilità 2015, “che deve essere – chi parla è sempre Venturi – l’occasione per ridurre – in concreto – la pressione fiscale sugli artigiani e sulle piccole imprese. Non è più accettabile che per il medesimo reddito di 20.000 euro all’anno una impresa individuale debba pagare circa 2.300 euro in più di tasse rispetto ad un lavoratore dipendente. Ci aspettiamo che siano adottate rapidamente misure per azzerare questi squilibri”.

Quali? Ad esempio la progressiva estensione agli imprenditori individuali ed ai professionisti delle detrazioni o del bonus 80 euro previsto per i lavoratori dipendenti, e l’innalzamento a 25.000 euro della franchigia IRAP, ora a 10.500 euro. Azioni finanziabili attraverso il “fondo taglia tasse”, alimentato dalle entrate provenienti dalla lotta all’evasione e dalla riduzione della spesa pubblica improduttiva”.

“Del resto in un Paese in recessione come l’Italia, condizione certificata prima dall’OCSE e poi da S&P, aumentare la tassazione, diretta o indiretta che sia, sarebbe un autogol contro la crescita”.



  Comunicato Stampa Secondo Trimestre