CNA Modena - Menu 

Legge 231 Responsabilità Penale d’Impresa

Forse non tutti lo sanno, ma anche le imprese in quanto tali – di ogni dimensione e settore – oltre alle associazioni prive di una personalità giuridica, rispondono penalmente dei reati commessi a vantaggio della società stessa dai dipendenti e dai collaboratori. CNA ha predisposto un servizio teso a mitigare i rischi connessi a questa eventualità, che può comportare conseguenze molto gravi. CLICCA QUI per consultare l’opuscolo informativo del servizio di CNA.

Ultime News

  • Modena, 01/12/2016
    mog_231_125Il servizio 231 di CNA Modena
    Il servizio 231 di CNA si pone l’obiettivo di offrire alle Imprese l’opportunità di dotarsi di un idoneo modello organizzativo di gestione (MOG) volto ad evitare la commissione dei reati previsti dal D.Lgs. 231/01

Il Servizio


Il Decreto Legislativo 231/2001 ha introdotto la responsabilità amministrativa delle Società, delle persone giuridiche, ma anche delle Associazioni prive di personalità giuridica. Questo significa che, oltre alle persone fisiche, l’Ente/Società nella sua totalità risponde penalmente qualora un dirigente e/o dipendente abbia commesso un reato a vantaggio della Società. La normativa riguarda tutte le Società, a prescindere dalla grandezza e dalle attività svolte dalle persone che ne fanno parte.

Il Decreto prevede che la responsabilità dell’impresa sia accertata dal giudice penale, che in caso di comprovata responsabilità potrà stabilire pene molto diversificate che vanno dalla sanzione pecuniaria al commissariamento dell’Azienda, dalla cancellazione dal registro delle imprese alla confisca del profitto fino alla perdita della possibilità di stipulare contratti con la pubblica amministrazione.

Nel corso della fase investigativa, nei confronti della Società indagata possono essere adottate misure cautelari, vale a dire vere e proprie anticipazioni della pena finale per prevenire la ripetizione dell’illecito. Queste misure assumono particolare importanza in quanto possono tradursi in sanzioni interdittive che da una parte possono paralizzare lo svolgimento dell’attività, dall’altra condizionare la sua capacità giuridica o sottrarre risorse finanziarie.
Il D.Lgs. 231/01 prevede che questi rischi possono essere prevenuti dalla Società, qualora questa si munisca di adeguati modelli di Organizzazione e Gestione Aziendale (MOG).

CNA Modena ha voluto dare una risposta a questo nuovo scenario proponendo un nuovo servizio di consulenza chiamato “SERVIZIO 231”.

Il servizio si occupa della predisposizione, anche con il supporto di studi legali, di modelli organizzativi modulati e “costruiti” tenendo conto delle specificità aziendali, affinché si possa tradurre in un’opportunità di reale e concreta tutela per le società.
Numerosi sono i benefici di cui la Società potrà usufruire:

  • Evitare le sanzioni pecuniarie;
  • Evitare l’applicazione delle sanzioni interdittive;
  • Perfezionare l’organizzazione interna dell’impresa, ottimizzando la suddivisione di competenze e responsabilità;
  • Offrire una maggiore tutela ad Amministratori, Direttori Generali e Soci (per il patrimonio personale).

Per qualsiasi richiesta, potete contattare:

  • Stefano Ferrari – Responsabile del Servizio 231 – Cell. 348/2878178
  • Pamela Michelini – Referente del Servizio 231 – Cell. 349/0814330

Archivio News

  • Modena, 01/12/2016
    mog_231_125Il servizio 231 di CNA Modena
    Il servizio 231 di CNA si pone l’obiettivo di offrire alle Imprese l’opportunità di dotarsi di un idoneo modello organizzativo di gestione (MOG) volto ad evitare la commissione dei reati previsti dal D.Lgs. 231/01

Risorse

Stando alla lettera del D.Lgs. 231/01, una espressa esclusione della sua applicazione riguarda solo lo Stato, gli Enti pubblici territoriali, gli Enti pubblici non economici e gli Enti che svolgono funzioni di rilievo costituzionale, quindi allo scopo di non vanificare l’incidenza della normativa, il legislatore ha ritenuto di estendere la responsabilità anche a soggetti sprovvisti di personalità giuridica, cioè a quei soggetti, che potendo più agevolmente sottrarsi ai controlli pubblici, risultano a maggior rischio di attività illecite;
pubblicata il 18/1/2011
L’ ente deve individuare le aree di rischio e stabilire per ognuna di esse specifici protocolli di prevenzione che regolamentino nel modo più stringente ed efficace possibile le attività pericolose, sottoponendo le regole ad un efficace e costante azione di controllo, presidiandole con altrettante ed adeguante sanzioni; tenendo presente come il contenuto programmatico del modello, in relazione all’area in cui gli indicatori di rischio sono più evidenti, dovrà necessariamente essere calibrato e mirato all’adozione di più stringenti misure idonee a prevenire o a scongiurare il pericolo di reiterazione dello specifico illecito già verificatosi.
pubblicata il 18/1/2011
Ha affermato che l’organo gestorio della società può incorrere in responsabilità per mala gestio, con conseguente obbligo al risarcimento del danno in favore della società, se, in conseguenza della mancata adozione dei modelli organizzativi ex D.Lgs. 231/01, la società ha subito una sanzione dall’esito del processo penale
pubblicata il 18/1/2011
Qualora nel realizzare la condotta il soggetto agisce nell’interesse dell’Ente, la responsabilità di quest’ultimo risulta sicuramente integrata, analoga conclusione va ravvisata nell’ipotesi in cui, realizzata la condotta, l’Ente abbia tratto comunque vantaggio dalla stessa.
pubblicata il 18/1/2011
Nel concetto di “rimproverabilità” per mancata adozione di un modello organizzativo è “implicata una nuova forma normativa di colpevolezza per omissione organizzativa e gestionale, avendo il legislatore ragionevolmente tratto la legittima e fondata convinzione della necessità che qualsiasi complesso organizzativo, costituente un ente, adotti modelli organizzativi e gestionali idonei a prevenire la commissione di determinati reati, che l’esperienza ha dimostrato funzionali ad interessi strutturati e consistenti”;
pubblicata il 18/1/2011
Sussiste un rapporto di immedesimazione organica dell’Ente con il suo dirigente apicale, si configura una responsabilità dell’Ente per fatto proprio. È necessario che sussista la c.d. colpa di organizzazione dell’Ente consistente nel non avere predisposto un insieme di accorgimenti preventivi idonei (modelli organizzativi) volti ad evitare la commissione di reati del tipo di quello realizzato. Qualora sussistano tali modelli, è onere dell’accusa dimostrare la loro inesistenza o imperfezione e l’attribuzione dell’illecito penale in capo alla persona fisica inserita nella compagine organizzativa della societas e che abbia agito nell’interesse di questa. Vi è un’estensione della responsabilità “per rimbalzo” dall’individuo all’ente collettivo con l’individuazione di precisi canali che colleghino l’azione dell’uno all’interesse dell’altro e così gli elementi indicativi della colpa di organizzazione dell’ente che rendono autonoma la responsabilità del medesimo.
pubblicata il 18/1/2011
Il reato in oggetto consisteva in omicidio colposo commesso a violazione delle norme sulla tutela della salute e sicurezza sul lavoro. La responsabilità dell’Ente si fondava sulla colpa organizzativa e gestionale dello stesso, sussistente anche in caso di inosservanza del generale obbligo di tutela degli ambienti di lavoro sancito dall’art. 2087 c.c., il vantaggio che deriva all’Ente costituisce il criterio naturalmente più idoneo a fungere da indice di collegamento tra Ente ed illecito. È ravvisabile un vantaggio laddove il soggetto agisca per conto dell’Ente con sistematiche violazioni di norme cautelati così da far rientrare quella condotta nella politica di impresa volta alla svalutazione della gestione in materia di sicurezza con conseguente abbattimento dei costi e spese per l’adozione ed attuazione dei presidi antinfortunistici nonché ottimizzazione dei profitti, i criteri di interesse o vantaggio sono riferibili non al reato e quindi all’evento di morte o lesione della vittima, ma alle condotte costitutive di esso e quindi alla violazione di regole cautelari connesse al determinismo dell’evento.
pubblicata il 18/1/2011

CNA Modena - Via F. Malavolti, 27 - 41122 Modena (MO)
Tel 059.418111 - Fax 059.418199 - C.F. 80008070361
info@mo.cna.it - cnaassociazionemodena@cert.cna.it
Privacy Policy
Informativa utilizzo cookies

Powered by
SIXTEMA spa